Sempre meno stranieri, le classi si svuotano

SEMPRE MENO STRANIERI, LE CLASSI SI SVUOTANO si tratta di un breve articolo di Salvo Intravaia che ha scritto sul Il Venerdì di Repubblica di oggi 30 settembre. E’ un gran titolo, ma per ora i numeri sono bassi.

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Un articolo controcorrente che sostanzialmente condivido, per esperienza personale. Come docente, ora formatore, scrivendo al plurale, ci eravamo accorti di un calo di presenze di stranieri nella nostra scuola di Mirandola. Dicevamo causa il terremoto, ma passato un congruo lasso di tempo, ci siamo accorti che il recupero non c’è stato. Inutile parlare di cifre, sono percentuali per ora piccole, e quindi sono numeri piccoli. Nel grande, basta vedere l’immagine, tratta sempre dal Venerdì di Repubblica, le cose cambiano. Il fenomeno esiste e fa la differenza rispetto prima: classi meno affollate? direi di si; dirigenze a rischio? direi di si.

… la fotografia rischia di essere impietosa, ma i numeri sono incontrovertibili. Lo scenario che si profila è all’insegna di meno scuole e più case per anziani.

In effetti quello delle case di riposo è un business più appetibile di quello delle scuole private. Una Giusta osservazione ne consegue:

Ma meno alunni significherà anche capire come risolvere il problema dei centinaia di plessi scolastici da riconvertire.

Qui potrei fare una battutaccia: basta che non finiscano come le caserme dismesse.
Chi conosceva questo report ?

Il Miur nel suo ultimo report stima anche una inversione di tendenza che riguarda la presenza nelle aule degli alunni immigrati che stanno cominciando a diminuire. La stima ministeriale è di 10 mila stranieri in meno (736 mila contro 746 mila) rispetto allo scorso anno, di cui 4 mila nella scuola dell’infanzia, serbatoio per gli anni successivi.

Non gioisco nel leggere questo:

Con un indice di natalità così basso tra due lustri gli over 60 e 70 aumenteranno del 17 per cento e gli ultraottantenni del 22 per cento. Tradotto: 5 milioni di anziani in più. In uno scenario in cui gli under 50 e 40 caleranno drasticamente, gli ultimi di ben 2,6 milioni pari al 7 per cento.

Che dire? Anni fa, tanti, quando mi interessavo di demografia, uno studio sulla Provincia di Mantova forniva numeri allarmanti, il tutto inserito in un contesto di un (in)possibile sviluppo industriale di questa Provincia. Devo dire che non credevo sulla loro attendibilità e delle statistiche in generale, ora mi sono ricreduto ampiamente.

Mi riguarderò questo film.

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