Perchè la lettera di Leonardo Da Vinci è importante

La lettera di , che abbiamo visto nel precedente post è un notevole pezzo di ( Marketing) personale!

Non c’è, come avete potuto constatare dalla immagine pubblicata su, nulla  della sua famosa scrittura a ritroso- specchio !!  Questa lettera era destinato ad essere letto e per convincere. Come noterete che non parla dei suoi  successi del passato egli non menziona la pala d’altare per la cappella di San Bernardo nel Palazzo della Signoria a Firenze, per cui era già famoso, non fornisce una lista di bombe  che pure aveva costruito. Leonardo non cita il suo precedente impiego nello studio dell’artista Andrea del Verrocchio.

No, non fa nessuna di queste cose, perché non intende parlare dei suoi successi, ma delle esigenze del duca di Milano Ludovico il Moro.

Vende la sua potenzialità al  datore di lavoro ( il duca) e quindi quello che Leonardo può fare per lui.

Ora immaginate di essere il duca di Milano e di ricevere questa lettera e leggere delle potenzialità del candidato Leonardo su di macchine d’assedio, bombardamenti, mortai e ponti  il tutto per sconfiggere il nemico. Immaginate le scene che attraversano la testa del Duca mentre tiene questa lettera tra le mani e legge le dichiarazioni audaci di Leonardo da Vinci di capacità belliche.

In quel momento, chi non vorrebbe  quei “tipi di malte; più conveniente e facile da trasportare, [che] può scagliare pietre di piccole dimensioni quasi simili a una tempesta “?

Una cosa simile è certamente un chiaro invito a dire “assumimi”. “provami”

E questo è esattamente ciò che un curriculum , anzi il vostro curriculum deve fare.

Non è la lista della spesa /standard che parla di VOI, ma un pezzo di marketing che parla dei benefici per il tuo futuro datore di lavoro e di come si inseriscono nelle sue necessità e desiderata.

Così si scopre che anche  500 anni dopo, questo straordinario personaggio , Leonardo da Vinci, può anche insegnarci qualcosa su come autopromuoversi per il lavoro di oggi. Certo che era un genio !.

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Leonardo da Vinci: Cerco Lavoro a Milano

Possiamo così tradurre con termini moderni la /  inviata da   poco più di cinquecento anni, esattamente nel 1482. A quell’epoca Leonardo ha trent’anni. Viene dalla bottega del Verrocchio e  supera il suo maestro in bravura. Lavora/ha esperienze lavorative  a Firenze, nella ambiente di Lorenzo il Magnifico, dove qui ha iniziato a dipingere i suoi capolavori. Alla ricerca di nuovi stimoli professionali vuole trasferirsi a Milano, all corte del  duca Ludovico il Moro (https://goo.gl/gQNm7Q).

Sotto la reggenza del Moro, Milano ebbe un periodo d’oro. In quel periodo vennero realizzate molte opere di ingegneria civile e militare come canali e fortificazioni e la coltivazione del gelso, legato alla produzione di tessuti di seta.

Interessante anzi eccezionale è il modo di presentarsi di Leonardo, valido tuttora. Leonardo vuole avere un CONTATTO il Duca di Milano. Leonardo scrive al Moro una «lettera di impiego», una vera e propria autocandidatura in dodici punti. Nove non hanno niente a che fare con quello che era meglio conosciuto, sono un catalogo di armi e macchine da guerra. Solo gli ultimi il 10,11,12 presentano in modo sobrio le sue qualità di ingegnere civile e, in ultimo, anche di artista.

Prima di leggere questa lettera che è in 10  punti di 35 righe e circa 2.500,  cerchiamo di capire il valore della lezione, tuttora valido, quando ci si autopromuove. Si tratta di Personal Branding del 1482.

Da subito, fa una sparata, che pochi oggi si azzarderebbero, come inizio. Leonardo chiarisce che il suo profilo professionale è il migliore, dice  l’unico: scrive che tutti quelli che si fanno passare per esperti di strumenti bellici in realtà non hanno inventato proprio niente, ma spacciano per novità delle macchine da guerra comunissime. Solo lui ha competenze e segreti che possono fare davvero la differenza. E questo come inizio non è male. “Avendo, Signor mio Illustrissimo, visto et considerato oramai ad sufficienzia le prove di tutti quelli che si reputono maestri et compositori de instrumenti bellici, et che le invenzione e operazione di dicti instrumenti non sono niente alieni dal comune uso, mi exforzerò, non derogando a nessuno altro, farmi intender da V. Excellentia, aprendo a quella li secreti mei, et appresso offerendoli ad omni suo piacimento in tempi opportuni, operare cum effecto circa tutte quelle cose che sub brevità in parte saranno qui di sotto notate (et anchora in molte più secondo le occurrentie de’ diversi casi etcetera)… “  Traducendo: “Avendo constatato che tutti quelli che affermano di essere inventori di strumenti bellici innovativi in realtà non hanno creato niente di nuovo, rivelerò a Vostra Eccellenza i miei segreti in questo campo, e li metterò in pratica quando sarà necessario. Le cose che sono in grado di fare sono elencate, anche se brevemente, qui di seguito (ma sono capace di fare molto di più, a seconda delle esigenze.”

Perché questo inizio? Si può pensare che nella lettera Leonardo abbia insistito sulle armi  per far colpo sul duca.

In effetti in quel periodo turbolento poteva ragionare che la sua candidatura era maggiormente valutata come esperto di macchine da guerra e strategia militare che come artista.

In quel modo aumentava le possibilità di accettazione, quindi diciamo che sapeva vendersi. Dopo pochi mesi dopo era a Milano, alle dipendenze di Ludovico il Moro. Resterà per quasi vent’anni. Il suo lavoro  come ben sappiamo è andato ben oltre le macchine da guerra. Oltre all’Ultima cena, che tutti sappiamo ha prodotto qui  notevole attività  artistica e scientifica.

Leonardo ha lasciato questo moderno documento e un brillante esempio di gestione di carriera, oggi diciamo di Personal Branding.

Le caratteristiche della lettera rispecchiamo una presentazione personale e/o un C.V. Vediamole.

Semplicità e chiarezza nel delucidare le proprie doti:

  • Non si perde in frasi troppo lunghe, Leonardo usa un elenco di 10 punti Il che facilita e rende chiara la lettura e l’interpretazione
  • Utilizza un linguaggio è semplice ma di persona esperta (“sono in grado di fare…”);
  • Leonardo non comunica dapprima le sue conoscenze di pittura o scultura, le lascia per ultime (per queste cose era già famoso) ma di armi ed ingegneria utili in guerra – ovvero di quello Moro aveva bisogno in quel momento storico;
  • Offre al Modo di fare una prova nel caso in cui non gli creda. Periodo di Prova. “ Et se alcuna de le sopra dicte cose a alcuno paressino impossibile e infactibile, me offero paratissimo ad farne experimento in el parco vostro, o in qual loco piacerà a Vostr’Excellenzia, ad la quale humilmente quanto più posso me recomando.” “Se le cose che ho promesso di fare sembrano impossibili e irrealizzabili, sono disposto a fornirne una sperimentazione in qualunque luogo voglia Vostra Eccellenza, a cui umilmente mi raccomando.”

Quindi le regola che Leonardo segue nella costruzione del suo profilo è quella valida sempre: cercare di vendersi al meglio.

Come metodologia ha personalizzato il curriculum  presentando le proprie competenze tenendo bene presenti le richieste e le necessità dell’organizzazione ( Ludovico il Moro)  per cui  si candidava. Per questo  Leonardo si concentra sulle abilità utili a realizzare strumenti di guerra e fa “scivolare” negli ultimi tre punti le capacità artistiche e civili, senza ometterle, anzi, valorizzandole.

Con una idea  moderna idea di comunicazione, una genialità psicologica, messa abilmente, ma non per caso, a fine testo: propone al Moro il progetto di un grande cavallo di bronzo, dedicato al padre Francesco Sforza, primo duca di Milano. Il cavallo monumentale non si fece, ne  fu costruito il solo modello in creta che andò perduto, come? In guerra!

La lettera del 1482 circa si trovanel Codice Atlantico, Milano, Biblioteca Ambrosiana

Ecco il testo originale con i 12 punti elencati delle sue capacità:

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  1. Ho modi de ponti leggerissimi et forti, et atti ad portare facilissimamente, et cum quelli seguire, et alcuna volta fuggire li inimici, et altri securi et inoffensibili da foco et battaglia, facili et commodi da levare et ponere. Et modi de arder et disfare quelli de l’inimico.
  2. So in la obsidione de una terra toglier via l’acqua de’ fossi, et fare infiniti ponti, gatti et scale et altri instrumenti pertinenti ad dicta expedizione.
  3. Item, se per altezza de argine, o per fortezza di loco et di sito, non si potesse in la obsidione de una terra usare l’officio de le bombarde, ho modi di ruinare omni rocca o altra fortezza, se già non fusse fondata in su el saxo.
  4. Ho ancora modi de bombarde commodissime et facile ad portare, et cum quelle buttare minuti (saxi a similitudine) di tempesta; et cum el fumo di quella dando grande spavento all’inimico, cum grave suo danno et confusione.
  5. Et quando accadesse essere in mare, ho modi de molti instrumenti actissimi da offender et defender, et navili che faranno resistenzia al trarre de omni g[r]ossissima bombarda et polver & fumi.
  6. Item, ho modi, per cave et vie secrete et distorte, facte senza alcuno strepito, per venire (ad uno certo) et disegnato[loco], ancora che bisognasse passare sotto fossi o alcuno fiume.
  7. Item, farò carri coperti, securi et inoffensibili, e quali intrando intra li inimica cum sue artiglierie, non è sì gran de multitudine di gente d’arme che non rompessino. Et dietro a questi poteranno seg[ui]re fanterie assai, illesi e senza alcuno impedimento.
  8. Item, occurrendo di bisogno, farò bombarde, mortari et passavolanti di bellissime et utile forme, fora del comune uso.
  9. Dove mancassi la operazione de le bombarde, componerò briccole, mangani, trabucchi et altri instrumenti di mirabile efficacia, et fora del usato; et insomma, secondo la varietà de’ casi, componerò varie et infinite cose da offender et di[fendere].
  10. In tempo di pace credo satisfare benissimo ad paragone de omni altro in architectura, in composizione di edificii et pubblici et privati, et in conducer acqua da uno loco ad uno altro.

11) Item, conducerò in sculptura di marmore, di bronzo et di terra, similiter in pictura, ciò che si possa fare ad paragone de onni altro, et sia chi vole.

12) Ancora si poterà dare opera al cavallo di bronzo, che sarà gloria immortale et eterno onore de la felice memoria del Signor vostro patre et de la inclita casa Sforzesca.

Una lettura più moderna è la seguente:

1) Sono in grado di creare ponti, robusti ma maneggevoli, sia per attaccare i nemici che per sfuggirgli; e ponti da usare in battaglia, in grado di resistere al fuoco, facili da montare e smontare; e so come bruciare quelli dei nemici.

2) In caso di assedio, so come eliminare l’acqua dei fossati e so creare macchine d’assedio adatte a questo scopo.

3) Se, sempre in caso di assedio, la fortezza fosse inattaccabile dalle normali bombarde, sono in grado di sbriciolare ogni fortificazione, anche la più resistente.

4) Se, sempre in caso di assedio, la fortezza fosse inattaccabile dalle normali bombarde, sono in grado di sbriciolare ogni fortificazione, anche la più resistente.

5) Sono in grado di ideare e creare, in modo poco rumoroso, percorsi sotterranei per raggiungere un determinato luogo, anche passando al di sotto di fossati e fiumi.

6) Costruirò carri coperti, sicuri, inattaccabili e dotati di artiglierie, che riusciranno a rompere le fila nemiche, aprendo la strada alle fanterie, che avanzeranno facilmente e senza ostacoli.

7) Se c’è bisogno costruirò bombarde, mortai e passavolanti [per lanciare sassi e ‘proiettili’] belli e funzionali, rielaborati in modo nuovo.

8) Se non basteranno le bombarde, farò catapulte, mangani, baliste [macchine per lanciare pietre e ‘fuochi’] e altre efficaci macchine da guerra, ancora in modo innovativo; costruirò, in base alla situazione, infiniti mezzi di offesa e difesa.

9) In caso di battaglia sul mare, conosco efficaci strumenti di difesa e di offesa, e so fare navi che sanno resistere a ogni tipo di attacco.

10) In tempo di pace, sono in grado di soddisfare ogni richiesta nel campo dell’architettura, nell’edilizia pubblica e privata e nel progettare opere di canalizzazione delle acque.

11) So realizzare opere scultoree in marmo, bronzo e terracotta, e opere pittoriche di qualsiasi tipo.

12) Potrò eseguire il monumento equestre in bronzo che in eterno celebrerà la memoria di Vostro padre [Francesco] e della nobile casata degli Sforza.

 

 

 

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Appunti sul Personal Branding ed Identità personale nell’era di Internet e dei Social Network

Il concetto di
Alla lettera potrebbe essere l’arte di vendere se stessi. Detto così è un idea che esiste da sempre, deriva dal mondo aziendale: Branding, e product management.
Da quando si parla, di Self-Branding e di individuale? Dal 1980 “Positioning: The Battle for your mind”, scritto da Al Ries e Jack Trout.
Il termine Personal Branding è stato usato da Tom Peters, per la prima volta nell’articolo del 1997 intitolato “The Brand Called You”.
“…qualsiasi sia la mia estrazione sociale o età, io sono di fatto il presidente, l’amministratore delegato e il responsabile marketing dell’azienda chiamata IO spa.
La mia reputazione e la mia credibilità dipendono da quanto efficacemente riesco a comunicare la mia competenza e a distinguermi dagli altri, determinando così la qualità del mio lavoro futuro.”
Tom Peters – 1997 – estratto dall’articolo “The brand call you”
Il Brand di ognuno di noi è rappresentato da tutto quello che le persone:
• dicono,
• percepiscono
• pensano di noi e delle nostre azioni nella vita professionale e non.
Per fare Personal Branding occorre comunicare in modo efficace e  influenzare positivamente le persone.
Come? Con:
• Competenza
• Visibilità;
: la capacità di far valere la propria rete di contatti.
E’ riduttivo tradurre Brand con la parola italiana Marchio o Immagine. Ci sono varie definizioni per il concetto di Brand
“Un Brand è molto di più di un nome o di un logo: è una promessa e un contratto con ogni cliente con il quale hai a che fare”. Richard Branson, fondatore della Virgin.
E’ perciò fondamentale proporsi in maniera giusta, con la consapevolezza di ciò che si comunica e delle aspettative che si generano. il Personal Branding è inevitabile, le neuroscienze ci dicono che il nostro cervello riconosce schemi, somiglianze e differenze. Tutti noi riconosciamo, etichettiamo gli altri e li classifichiamo in una determinata categoria mentale. Esempi semplici sono il modo di vestirci, la postura, gli atteggiamenti. Noi riveliamo qualcosa di noi, lasciando un’impressione nelle persone che conosciamo. Dobbiamo quindi cercare di lasciare nei nostri interlocutori un’idea di noi che ci renda interessanti nel contesto in cui vogliamo proporci.
Sviluppare un Brand personale non significa mostrare un’immagine falsa, ma consta nella capacità di documentare, in vari modi, i motivi per le quali dovremmo essere scelti.
Fare Personal Branding quindi vuol dire sviluppare una strategia per valorizzare i nostri punti di forza e riuscire a comunicarli in maniera efficace:
• Cosa so fare;
• Come lo faccio;
• Perché sono migliore rispetto ai miei competitor;
• Quali vantaggi offri ai miei potenziali clienti;
• Perché il mio costo è quello giusto.
Meglio facciamo Personal Branding, più in fretta avremo benefici i benefici di attrarre più semplicemente le persone interessate proprio a noi, sulla base della nostra reputazione e sulla fiducia trasmessa.
Perché indirizzarci sul Personal Branding?
L’idea di promuovere se stessi come si trattasse di un marchio può sembrare bizzarra, ma è certamente e senza dubbio una delle migliori strategie per contraddistinguere e valorizzare i propri punti di forza.
Viviamo in un’epoca in cui Internet ed i mezzi di comunicazione e i social network hanno cambiato le logiche di produzione, consumo e gestione dei mezzi di ogni tipo.
La comunicazione con i social ha permesso e permette di ampliare concretamente la propria rete di conoscenze per confrontarsi, informarsi ed essere informati, il tutto in tempi pressoché reali.
Ogni marchio cerca di differenziarsi dagli altri per offrire, come un marchio, qualche cosa in più rispetto alla concorrenza.
Ai professionisti che cercano di migliorare le proprie carriere e/o nuova occupazione, diventa necessario affiancare alle proprie competenze, altre caratteristiche atte ad incidere positivamente sulle valutazioni dei selezionatori.
Fare Personal Branding quindi esprime la capacità di diversificarsi, innovare e darsi valore.
Come i marchi industriali cercano la diversificazione, così la stessa cosa è fondamentale per noi, perché ci toglie dall’anonimato, ci rende unici, non obbligatoriamente migliori di altri, ma unici e diversi.
Con il Personal Branding è possibile far percepire a chi abbiamo davanti il nostro modo di essere propositivi.
Occorre investire sulla propria employability, ovvero l’impiegabilità potenziale, migliorarla ed aggiornarsi in base a un proprio progetto di crescita personale e professionale, a tutte le età.
Occorre non essere colti impreparati in un mondo che cambia in fretta, tanto nel bene che nel male.
Nel prossimo articolo vedremo le trasformazioni sociali. Per ora soffermiamoci su queste idee: Il modo di comunicare prima di Internet e all’inizio sino alla fine del secolo scorso era monodirezionale e colpiva destinatari non interessati, i messaggi erano decontestualizzati e caratterizzati da un linguaggio percepito come costruito e quindi spesso come non veritiero; Ora siamo invece in un contesto dove la Rete/web 2.0 con una comunicazione bidirezionale, multicanale che permette alle persone ed alle aziende di interagire e decidere il momento di utilizzo dei messaggi. Importanti nella Rete, per il Personal Branding, sono ed i Blog con lo sviluppo di un fenomeno potentissimo: Il passaparola.

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