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Appunti sul Personal Branding ed Identità personale nell’era di Internet e dei Social Network

Il concetto di
Alla lettera potrebbe essere l’arte di vendere se stessi. Detto così è un idea che esiste da sempre, deriva dal mondo aziendale: Branding, e product management.
Da quando si parla, di Self-Branding e di individuale? Dal 1980 “Positioning: The Battle for your mind”, scritto da Al Ries e Jack Trout.
Il termine Personal Branding è stato usato da Tom Peters, per la prima volta nell’articolo del 1997 intitolato “The Brand Called You”.
“…qualsiasi sia la mia estrazione sociale o età, io sono di fatto il presidente, l’amministratore delegato e il responsabile marketing dell’azienda chiamata IO spa.
La mia reputazione e la mia credibilità dipendono da quanto efficacemente riesco a comunicare la mia competenza e a distinguermi dagli altri, determinando così la qualità del mio lavoro futuro.”
Tom Peters – 1997 – estratto dall’articolo “The brand call you”
Il Brand di ognuno di noi è rappresentato da tutto quello che le persone:
• dicono,
• percepiscono
• pensano di noi e delle nostre azioni nella vita professionale e non.
Per fare Personal Branding occorre comunicare in modo efficace e  influenzare positivamente le persone.
Come? Con:
• Competenza
• Visibilità;
: la capacità di far valere la propria rete di contatti.
E’ riduttivo tradurre Brand con la parola italiana Marchio o Immagine. Ci sono varie definizioni per il concetto di Brand
“Un Brand è molto di più di un nome o di un logo: è una promessa e un contratto con ogni cliente con il quale hai a che fare”. Richard Branson, fondatore della Virgin.
E’ perciò fondamentale proporsi in maniera giusta, con la consapevolezza di ciò che si comunica e delle aspettative che si generano. il Personal Branding è inevitabile, le neuroscienze ci dicono che il nostro cervello riconosce schemi, somiglianze e differenze. Tutti noi riconosciamo, etichettiamo gli altri e li classifichiamo in una determinata categoria mentale. Esempi semplici sono il modo di vestirci, la postura, gli atteggiamenti. Noi riveliamo qualcosa di noi, lasciando un’impressione nelle persone che conosciamo. Dobbiamo quindi cercare di lasciare nei nostri interlocutori un’idea di noi che ci renda interessanti nel contesto in cui vogliamo proporci.
Sviluppare un Brand personale non significa mostrare un’immagine falsa, ma consta nella capacità di documentare, in vari modi, i motivi per le quali dovremmo essere scelti.
Fare Personal Branding quindi vuol dire sviluppare una strategia per valorizzare i nostri punti di forza e riuscire a comunicarli in maniera efficace:
• Cosa so fare;
• Come lo faccio;
• Perché sono migliore rispetto ai miei competitor;
• Quali vantaggi offri ai miei potenziali clienti;
• Perché il mio costo è quello giusto.
Meglio facciamo Personal Branding, più in fretta avremo benefici i benefici di attrarre più semplicemente le persone interessate proprio a noi, sulla base della nostra reputazione e sulla fiducia trasmessa.
Perché indirizzarci sul Personal Branding?
L’idea di promuovere se stessi come si trattasse di un marchio può sembrare bizzarra, ma è certamente e senza dubbio una delle migliori strategie per contraddistinguere e valorizzare i propri punti di forza.
Viviamo in un’epoca in cui Internet ed i mezzi di comunicazione e i social network hanno cambiato le logiche di produzione, consumo e gestione dei mezzi di ogni tipo.
La comunicazione con i social ha permesso e permette di ampliare concretamente la propria rete di conoscenze per confrontarsi, informarsi ed essere informati, il tutto in tempi pressoché reali.
Ogni marchio cerca di differenziarsi dagli altri per offrire, come un marchio, qualche cosa in più rispetto alla concorrenza.
Ai professionisti che cercano di migliorare le proprie carriere e/o nuova occupazione, diventa necessario affiancare alle proprie competenze, altre caratteristiche atte ad incidere positivamente sulle valutazioni dei selezionatori.
Fare Personal Branding quindi esprime la capacità di diversificarsi, innovare e darsi valore.
Come i marchi industriali cercano la diversificazione, così la stessa cosa è fondamentale per noi, perché ci toglie dall’anonimato, ci rende unici, non obbligatoriamente migliori di altri, ma unici e diversi.
Con il Personal Branding è possibile far percepire a chi abbiamo davanti il nostro modo di essere propositivi.
Occorre investire sulla propria employability, ovvero l’impiegabilità potenziale, migliorarla ed aggiornarsi in base a un proprio progetto di crescita personale e professionale, a tutte le età.
Occorre non essere colti impreparati in un mondo che cambia in fretta, tanto nel bene che nel male.
Nel prossimo articolo vedremo le trasformazioni sociali. Per ora soffermiamoci su queste idee: Il modo di comunicare prima di Internet e all’inizio sino alla fine del secolo scorso era monodirezionale e colpiva destinatari non interessati, i messaggi erano decontestualizzati e caratterizzati da un linguaggio percepito come costruito e quindi spesso come non veritiero; Ora siamo invece in un contesto dove la Rete/web 2.0 con una comunicazione bidirezionale, multicanale che permette alle persone ed alle aziende di interagire e decidere il momento di utilizzo dei messaggi. Importanti nella Rete, per il Personal Branding, sono ed i Blog con lo sviluppo di un fenomeno potentissimo: Il passaparola.

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